L’Era dei BIG DATA, una nuova rivoluzione per l’umanità

Negli ultimi 18 mesi sono stati raccolti tanti dati quanto quelli raccolti in tutta la storia dell’umanità.

Questa frase oggi è un po’ sulla bocca di tutti. Ma cosa vuol dire?

Con l’avvento di Internet e la diffusione dei devices “touch” ognuno di noi genera ogni giorno grandi quantità di dati, accede a numerose informazioni, stabilisce relazioni e parla con le persone. Interagisce con gli altri e con gli oggetti in maniera molto diversa rispetto a solo qualche anno fa.

I dati che vengono generati in questo modo hanno superato ormai l’ordine dei ZettaByte
(10 21 byte).

Tutti questi dati strutturati assieme a quelli non strutturati i che provengono dai Social hanno generato un fenomeno che va sotto il nome di BIG DATA.

Big Data semplicemente tradotto con “Grandi volumi di dati” potrebbe sembrare impreciso e fuorviante.

Possiamo affermare, dall’analisi di quanto detto sopra, che la definizione intrinseca deriva dalla loro generazione e dal loro utilizzo: I Big Data sono algoritmi capaci di

  • trattare molte informazioni in “real-time”,
  • elaborare e analizzare grandi volumi di dati per trovarne un riscontro oggettivo,
  • fornire risultati con standard visuali,
  • creare modelli e pattern interpretativi e predettivi di comportamento.

Le organizzazioni che saranno in grado utilizzarli in maniera corretta potranno produrre conclusioni predittive e fenomenologiche in poco tempo.

Ed è proprio il tempo, inteso come velocità di analisi, uno dei parametri principali che identifica questo fenomeno che diventerà assieme alla capacità di interpretazione nei prossimi anni caratterizzante dell’Era che chiameremo dei Big Data.

Ad oggi, nel 2017, dati alla mano, secondo un rapporto del Politecnico di Milano le aziende credono sempre di più nei Big Data e nella Business Intelligence settore nel quale si è previsto un aumento del budget dedicato dello 0,7%.

In Italia inoltre si può leggere che non solo le Grandi Aziende ma anche le PMI si rivolgeranno sempre di più a questo settore anche se oggi solo l’8% delle aziende si colloca a un livello elevato di conoscenza mentre il 26% è ancora in fase di approccio. Le restanti sono inconsapevoli.

Incrociando un altro rapporto ricavato dal Statistic Portal e maggiormente rivolto alle persone e alla vita di tutti i giorni si può notare come la previsione sulla generazione di dati da parte di ognuno di noi fino al 2020 sia pressoché in crescita esponenziale:

Questo grafico illustra le previsioni del traffico su Internet nel 2015-2020 tramite web, email, messaggi, e altri canali (escluso file sharing). Nel 2017 il traffico raggiungerà 11061 petabytes al mese.

Da questa macro-analisi si può concludere che le persone inconsapevolmente o consapevolmente continueranno a fornire dati importanti sulle loro abitudini e preferenze e chi comprenderà per primo i vantaggi concorrenziali della Business intelligence per le proprie linee di prodotto rispetto a chi non sarà ancora pronto all’ Era dei BIG Data acquisirà sicuramente fette di mercato importanti.

Fonti:
https://www.statista.com/
Osservatorio del Politecnico di Milano