Grande distribuzione e QR code: perché tanto ritardo?

La tecnologia può rivoluzionare il servizio rivolto al cliente, può conquistarne l’attenzione e catturarne il favore. Per ottenere questi risultati dobbiamo però essere svelti a riconoscerne il potenziale e a investire nelle giuste novità. Ciò vale a maggior ragione per la grande distribuzione, che si trova ad aver a che fare con un gran numero di potenziali acquirenti.

Molti frequentatori di grandi supermercati come Esselunga avranno gioito quando è stato introdotto il sistema Presto Spesa che, con un lettore ottico di codici a barre, permette di scansire tutti i prodotti man mano che vengono messi nel carrello e di pagarne rapidamente il totale alla cassa automatica. Parliamo infatti di un progetto nato dall’esigenza della Grande Distribuzione di adattare tecnologie per garantire all’utente un’esperienza d’acquisto più in linea con le esigenze quotidiane (maggiore rapidità nel fare la spesa, meno coda alle casse).

Il lettore di barcode è, però, una tecnologia ormai ferma da anni. Un grande magazzino di Cincinnati ha introdotto il sistema di lettura dei codici a barre nel 1972, una scelta che purtroppo si è rivelata un insuccesso. Le cose sono cambiate poco dopo: dopo due anni la tecnologia ha fatto un nuovo ingresso sul mercato. Il primo prodotto venduto dopo scansione del codice a barre risale al 1974: delle gomme da masticare hanno generato il primo “beep” in cassa.

Blog AmonCode: QR code vs barcode

La grande distribuzione, da allora, sembra non aver più investito in vere e proprie rivoluzioni tecnologiche che cambiassero la gestione della spesa: si registrano avanzamenti e migliorie nell’utilizzo della lettura dei codici a barre, ma nessun passo avanti verso soluzioni ancora più complete.

I codici QR e la possibile svolta per la grande distribuzione

Perché la GDO non ha ancora abbandonato la comfort zone, sostituendo una tecnologia superata con un po’ di innovazione? Probabilmente perché intimidita da eventuali costi e non correttamente informata sui vantaggi di una conversione alla lettura dei codici QR.

L’adozione dei codici QR per la scansione dei prodotti non richiede spese esorbitanti: molti dei moderni lettori di codici a barre sono in grado di scansire anche i QR code senza problemi. I vantaggi di un simile cambiamento sono numerosi e tangibili:

  • Diventa semplice fornire più informazioni possibili al cliente: tutto ciò che normalmente non può stare su un’etichetta o su un cartellone pubblicitario può invece essere veicolato dalla scansione di un codice QR apposto sulla confezione del prodotto.
  • La gestione dei recall è rapida ed efficiente: il richiamo di un prodotto è una procedura delicata che, per come viene gestito attualmente, coinvolge il punto vendita anche se non ha diretta responsabilità su un’eventuale falla del prodotto. Il supermercato deve così gestire gli avvisi ai clienti, la raccolta dei prodotti fallati e l’invio al produttore. Tutti aspetti che possono essere gestiti più efficientemente e rapidamente con l’utilizzo del QR code sul prodotto: si eliminerebbe il passaggio dalla GDO, togliendo le responsabilità al distributore e indirizzandole direttamente al produttore.
  • La profilazione dei clienti è più accurata e avanzata: il codice QR apposto sulla confezione permette alla GDO di monitorare con maggiore accuratezza l’interesse del consumatore rispetto ad una semplice carta fedeltà.

Negli Stati Uniti abbiamo già avuto un assaggio di questo futuro: Amazon Go è il primo negozio fisico che permette di pagare con scansione dei codici QR eliminando sia le casse che le file. Quanto dovremo aspettare perché anche la GDO italiana introduca queste novità?