Dal packaging muto al packaging interattivo: i codici Amon come call-to-action

I più recenti studi sul consumatore confermano come gli acquirenti di oggi siano sempre più impegnati, pigri e quindi molto abitudinari. Ciò si riflette nel processo d’acquisto in vari modi: il prodotto deve essere rapidamente raggiungibile, ma soprattutto deve offrire informazioni immediate e brevi, da trovare e leggere in pochi istanti. Inoltre, deve saper catturare l’attenzione.

Il ruolo del packaging nella scelta del consumatore

Non basta più il packaging come lo abbiamo sempre inteso: il marketing si è scatenato nella creazione di confezioni che fossero sempre più moderne e studiate per attirare il compratore. Ha lavorato anche sulla disposizione dei prodotti sugli scaffali per guidare inconsapevolmente gli acquisti durante le visite in negozio. Allo stato attuale delle cose, tutto ciò ha prodotto un discreto appiattimento: tutte le confezioni sembrano somigliarsi incredibilmente.

L’acquirente subissato di impegni entra in un supermercato, acquista ciò che ormai gli pare famigliare e si basa sulle prime informazioni immediate che riesce a recuperare, confermando il ritratto fatto dalle ricerche di cui parlavamo prima. La mancanza di ulteriori dettagli approfonditi, soprattutto in un periodo in cui l’aumento di intolleranze, allergie e prescrizioni dietetiche precise sono all’ordine del giorno, è il più grande limite posto da negozi di ogni genere. Anche nelle grandi città.

In questi casi, l’utente dovrà perdere tempo a trovare gli ingredienti tra le informazioni stampate sulla confezione e a leggerli attentamente, oppure dovrà acquistare ciò che ha già preso in precedenza per andare sul sicuro.

Gli esempi possono riguardare qualsiasi settore merceologico. Un altro caso tipico è costituito dalle librerie che espongono volumi confezionati senza sinossi sulla quarta di copertina. Difficilmente l’utente medio acquisterebbe un libro di cui non sa nulla, ma altrettanto difficilmente avrà il tempo e la voglia di mettersi a cercare su Internet una sinossi per ogni libro che lo incuriosisce. Ciò vale per qualsiasi acquisto: senza informazioni chiare e disponibili in brevissimo tempo, l’acquirente non compra.

I codici Amon come Call-To-Action sul prodotto

Se è certamente vero che il consumatore, pur essendo abitudinario e pigro, è sempre più affamato di informazioni immediatamente disponibili, è anche certo che preferisca trovarle con una rapida scansione piuttosto che cercandole su Google. Con una scansione di un codice QR che lo porta direttamente a ciò che cerca, infatti, risparmia molto più tempo che non valutando i singoli risultati di ricerca di Google.

I codici Amon rappresentano la soluzione per un packaging interattivo che si propone davvero come portatore di risposte istantanee, brevi, mirate sull’interesse del cliente. Il passaggio da packaging muto, ovvero quello a cui siamo abituati oggi, al packaging intelligente richiede solo l’applicazione di un codice Amon che possa essere scansito con lo smartphone. Così, in pochi secondi, il consumatore ha a disposizione tutte le informazioni che su una classica scatola non potrebbero mai trovare posto.

Il codice Amon diventa quindi una call-to-action che stimola l’acquirente ad approfondire nel modo giusto tutti i dettagli di suo interesse in modo tempestivo, dinamico, responsive. Esattamente come dovrebbe essere la comunicazione rivolta ai clienti al giorno d’oggi non solo online, ma anche nei negozi fisici.

Come rendere trasformare il vostro packaging da muto a interattivo? Vi spieghiamo come funziona la stampa digitale.