Come superare l’incubo del recall del prodotto grazie ai codici Amon

l recall, detto anche richiamo del prodotto, è uno dei peggiori argomenti da affrontare: genera ansia sia alle aziende e ai rispettivi dipartimenti marketing, che al consumatore. Prima di tutto, definiamo il concetto di recall: si intendono tutti i provvedimenti presi dalle aziende per ottenere dal cliente la restituzione di un articolo acquistato che potrebbe avere un difetto emerso solo dopo la distribuzione sul mercato.

Proviamo a immaginare l’impegno che comporta organizzare un richiamo: i dipartimenti marketing devono studiare il miglior modo per ottenerlo senza danneggiare l’immagine dell’azienda, va studiata la diffusione del messaggio in tutti i punti vendita e va facilitato il processo di restituzione da parte del cliente.

Il caso Tylenol

Il primo caso di recall, divenuto sinonimo di gestione esemplare del rischio, è quello del Tylenol, uno degli antidolorifici più utilizzati negli USA e distribuito dalla Johnson & Johnson’s. Il farmaco, nel 1982, ha provocato la morte di sette persone poiché alcune capsule contenevano cianuro. L’azienda, pur rischiando un disastroso tracollo d’immagine, ha prontamente organizzato il primo richiamo della storia: ha offerto ai clienti delle confezioni sicure del farmaco in cambio di quelle vendute sino a quel momento.

Una simile mossa è costata all’azienda cifre astronomiche, ma la prontezza dimostrata nell’agire e porre rimedio al proprio errore le ha garantito un futuro. Molti esperti di marketing hanno spiegato che, prima di questo caso, nessuna azienda ha mai dimostrato tanta fermezza e rapidità di azione: precedentemente, la tecnica era quella di negare ogni responsabilità.

Mars, un esempio più recente

Da allora, il richiamo del prodotto è divenuto una pratica irrinunciabile per una buona gestione della crisi di impresa. Un esempio che risale a questo febbraio è quello di Mars: un consumatore tedesco ha trovato un pezzo di plastica – appartenente ad un macchinario di produzione – in una barretta di cioccolato. L’azienda statunitense ha quindi deciso di richiamare tutte le barrette distribuite in più di 55 Paesi, Italia compresa. Per riuscirci ha inserito un avviso sul proprio sito, indicando il numero di lotto delle confezioni da recuperare e fornendo un indirizzo email a cui rivolgersi.

Altri casi interessanti sono quelli legati all’hummus Sabra negli USA e all’aranciata Lurisia qui in Italia.

I limiti attuali del richiamo di prodotto

Se il recall è diventato, per fortuna, fondamentale per il buon nome delle aziende, il modo in cui viene applicato tutt’ora è fallace. Molto spesso troviamo dei fogli A4 stampati e attaccati all’entrata di un supermercato (li abbiamo notati spesso al Carrefour, ad esempio), oppure viene inserito un avviso sul sito ufficiale del produttore. Possiamo facilmente dedurre i limiti di questo modo di agire: quante volte entriamo al supermercato e siamo distratti da mille cartelli, così da non leggerne davvero nessuno? Quante volte acquistiamo una confezione di würstel e poi corriamo sul sito del produttore?

Certo, alcuni casi eclatanti vengono riportati da quotidiani online e telegiornali, ma generalmente solo se riguardano grandissime multinazionali. Alcuni supermercati inviano delle email: quanti clienti le ricevono? Quanti le leggono?

Superare l’incubo del recall con i codici QR

I codici Amon sono stati pensati per facilitare e rendere più sicuro il processo di richiamo del prodotto. Estendendo oltre la scatola lo spazio per le informazioni sul prodotto, è sufficiente effettuare lo scan di un prodotto con codice Amon per leggerne tutte le informazioni. Oltre a ingredienti, allergeni, consigli sull’utilizzo e promozioni, i clienti possono essere messi immediatamente al corrente di eventuali avvisi, come un recall.

Perché il codice QR dovrebbe funzionare più che un avviso sul sito di un’azienda? È molto semplice: un’analisi sulle abitudini di utilizzo dei codici QR a livello internazionale mostra come il consumatore sia molto propenso ad effettuare lo scan da smartphone per cercare informazioni approfondite sul singolo prodotto acquistato. È decisamente meno facile, invece, che si colleghi al sito principale dell’azienda per navigare alla ricerca di informazioni sul prodotto specifico.

Utilizzando i codici Amon per i recall finisce l’incubo dell’azienda, che rischia di non raggiungere tutti gli acquirenti, ma anche quello del consumatore che non sa come agire in caso di richiamo. Notiamo infatti che, generalmente, nei cartelli affissi ai supermercati mancano informazioni su come comportarsi: dove portare il prodotto oggetto di richiamo? A chi restituirlo? Come? Cosa ne otteniamo in cambio?

Lo spazio virtuale offerto dalla scansione dei codici Amon permette di dare e avere tutte le informazioni necessarie, tagliando i passaggi inutili e dispersivi.